La Rottura del Tendine Tricipite



Incidenza
La rottura del tendine del tricipite è un’evenienza rara. Diversamente dalle rotture del tendine distale del bicipite, quelle del tricipite possono avvenire sia nei maschi che nelle femmine con un rapporto di 2:3. L’età media in cui si verifica tale rottura è di 33 anni circa, ma è stata osservata in uno spettro più ampio di età, dai bambini (di 7 anni) e gli adolescenti nei quali le cartilagini di accrescimento dell’olecrano si erano appena chiuse, fino ad individui di età compresa tra i 70 e gli 80 anni.

Meccanismo traumatico
La rottura del tendine del tricipite può avvenire spontaneamente, dopo un trauma, o dopo il release e la reinserzione chirurgica. Due sono i tipi di episodi traumatici che possono causare la rottura: il più comune è rappresentato da una forza che si oppone all’estensione attiva del gomito, ovvero mentre il muscolo tricipite è contratto. Questo meccanismo si verifica durante una caduta, ma il distacco del tendine è stato documentato anche nel caso di una semplice e non coordinata contrazione del tricipite in opposizione alla flessione del gomito. Nei soggetti che praticano body building, l’avulsione o la rottura del tendine del tricipite è compatibile con l’osservazione di un danno muscolare associato ad una contrazione in un muscolo non allenato.
La possibilità dell’uso di steroidi deve certamente esser presa in considerazione in questo tipo di pazienti. Un’altra causa può esser un trauma diretto sulla superficie posteriore del gomito, ma questa evenienza è decisamente meno comune.

Condizioni predisponenti
Una delle condizioni predisponenti più comune è la borsite olecranica che può favorire la rottura del tendine. L’interruzione del tendine può avvenire anche in seguito ad un trauma di minima entità in individui affetti da processi sistemici, in particolare a livello renale. Infatti le calcificazioni dovute all’ipercalcemia cronica in seguito a patologie renali possono esser una spiegazione alla rottura del tendine in questo gruppo di pazienti. Anche pazienti con patologie reumatologiche come il lupus e sotto trattamento cortisonico sono più facilmente soggetti a queste rotture.

Diagnosi
La storia è spesso contraddistinta da una caduta sulla mano atteggiata in estensione a segno di difesa. Un dolore in corrispondenza dell’inserzione del tendine è un reperto compatibile con la rottura. In alcuni casi all’esame ispettivo è presente una depressione, a seconda della retrazione tendinea. Il paziente presenta nella gran parte dei casi una perdita parziale della forza in estensione. In caso di rottura completa l’estensione del gomito contro gravità risulta impossibile.

Evidenze Cliniche
La diagnosi di una rottura parziale può esser difficile. Il dolore può non associarsi ad una limitazione funzionale, per cui un certo numero di pazienti si presentano molte settimane dopo l’evento acuto. Inoltre un minimo residuo è garantito da altri muscoli. Tale situazione si può comprendere meglio osservando come il paziente non sia in grado di estendere il gomito contro gravità al di sopra della testa. La radiografia è di grande utilità ai fini diagnostici in alcuni pazienti, perché gli eventuali frammenti di osso che si staccano sono evidenziabili, in particolare nelle proiezioni laterali.

Trattamento
In caso di lesione parziale può esser preso in considerazione un trattamento conservativo. Particolare attenzione dev’esser posta alla diagnosi per esser sicuri che la lesione sia parziale, poiché una rottura completa non diagnosticata può portare a gravi deficit funzionali. In tali casi si deve infatti fare ricorso ad interventi ricostruttivi che sono meno efficaci e meno affidabili del trattamento della lesione in fase acuta. Il trattamento di scelta di una rottura completa è l’intervento chirurgico immediato. Al momento dell’esplorazione chirurgica, la porzione di tendine del tricipite è di solito retratta e contenuta all’interno del ventre muscolare. La completa interruzione dell’intero apparato estensore è un’evenienza eccezionale.

Reinserzione acuta
Il trattamento di scelta della lesione in fase acuta è la reinserzione del tendine con un filo di sutura fatto passare attraverso dei fori eseguiti con un trapano nell’olecrano.

Ricostruzione differita
Molte sono le tecniche descritte in questo caso. In tutte le metodiche ricostruttive la lesione viene suturata mantenendo il gomito quasi in estensione, ad una flessione di circa 40°-60°. Per le prime 3 settimane dopo l’intervento il gomito viene immobilizzato a 90° di flessione. Il processo di guarigione è un processo estremamente lento anche nelle riparazioni in fase acuta: di solito, infatti, sono necessari 6 mesi per ottenere l’80% della forza normale.

Complicanze
Poche sono le complicanze possibili, oltre alla lentezza del processo di guarigione, quali una perdita variabile dell’estensione e una borsite olecranica.

Risultati
I risultati delle riparazioni immediate o differite sono stati giudicati universalmente buoni. Nella maggior parte dei casi, è stato ottenuto un significativo recupero della forza e della completa motilità. E’ stata dimostrata la perdita degli ultimi 5° di estensione e tale deficit sembra esser una costante sequela della lesione.


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